Altavilla Vicentina: Consiglio Comunale in pausa forzata

Altavilla Vicentina: Consiglio Comunale in pausa forzata

Il Consiglio Comunale di ieri sera, lunedì 15 giugno, non si è svolto. O meglio la seduta è stata sospesa dopo soli 20 minuti per mancanza del numero legale. Ma andiamo con ordine. 

Nel precedente Consiglio, una frazione della maggioranza (composta da Albera, Burò e Righetto) aveva espresso voto contrario all’approvazione del piano degli interventi manifestando dissenso per le dinamiche poco collaborative interne al gruppo di maggioranza. Per la stessa ragione l’Assessore Burò aveva anticipato le sue dimissioni dalla guida dell’assessorato per la sicurezza e le politiche sociali. 

All’apertura della seduta di ieri sera sono dichiarati assenti giustificati il vicesindaco Catagini e il consigliere di minoranza Ugone.
Il Consiglio prevedeva al primo punto alcune comunicazioni del Sindaco, che possiamo riassumere così:

  1. il territorio di Altavilla è Covid free;
  2. l’Assessore Burò si è dimessa e le sue deleghe verranno assunte dal Sindaco, che la ringrazia  per l’ottimo operato finora svolto. Spiega poi che con l’emergenza sanitaria in corso non è stato finora possibile organizzare i necessari incontri richiesti dall’ex assessore  per ricomporre quella che lui definisce una “pausa di riflessione”;
  3. Il gruppo consiliare composto dai consiglieri Albera, Burò e Righetto ha chiesto di poter cambiare il nome del gruppo in Per continuare il cambiamento Dalla Pozza Sindaco. La richiesta è al vaglio degli uffici, ma di primo impatto sembra che il cambio di nome non sia permesso dalla normativa. Contestualmente, si comunica anche che il capogruppo designato è ora Silvia Burò.

A questo punto, il consigliere Burò chiede la parola ai sensi dell’articolo 29 del regolamento del Consiglio Comunale. Dichiara che dopo quanto avvenuto nel corso del precedente consiglio, il suo gruppo ha chiesto ripetutamente un incontro per chiarire, senza ricevere alcuna risposta. Non solo,  i consiglieri Albera, Burò e Righetto hanno ricevuto la convocazione del Consiglio Comunale senza alcuna condivisione dell’ordine del giorno, come accade con i gruppi di minoranza. Il gruppo quindi, pur dichiarando il proprio favore all’approvazione dei punti in discussione quel giorno, decide di abbandonare la sede del Consiglio, per segnalare il proprio dissenso a un metodo di lavoro ancora una volta poco inclusivo e collaborativo. 

Il Sindaco  prende atto della dichiarazione e dà la parola al Consigliere di minoranza Conforto, il quale presenta una mozione d’ordine: poiché è compito della maggioranza assicurare il numero legale, dichiara Conforto, anche il gruppo di minoranza sceglie di abbandonare l’aula. Prima di farlo, però, i Consiglieri di minoranza  chiedono di anticipare i punti 5 e 6 dell’ordine del giorno, su cui il voto sarebbe favorevole, per poterli votare prima di abbandonare l’aula.

Il Sindaco chiede 2 minuti di sospensione per confrontarsi con la maggioranza e, al rientro, pur ringraziando per il gesto di responsabilità della minoranza, conferma la volontà di proseguire con l’ordine del giorno originario

A questo punto il consigliere Conforto dichiara l’uscita dall’aula di tutti i gruppi di minoranza e lascia in visione alla maggioranza un emendamento al punto 6 dell’ordine del giorno, emendamento che avrebbe presentato nel corso della discussione e che ora potrà invece essere visionato con calma. 

In aula restano poche persone: 6 consiglieri, il Sindaco, il Segretario comunale e lo sparuto pubblico. La sessione è tolta, il Consiglio è rimandato. E la matematica inizia ad essere semplice: la maggioranza su cui il Sindaco può contare è ora di soli 8 consiglieri, la minoranza ne conta 5 e il gruppo che chiede un maggiore rinnovamento è composto da 3 consiglieri. Sebbene le manifestazioni di sostegno al Sindaco siano immutate da parte di questi ultimi consiglieri, è evidente una frattura interna all’amministrazione. Ed è evidente che con una maggioranza così risicata le assenze dei consiglieri acquistino un peso nuovo. Se il Sindaco Dalla Pozza non riuscirà a ricomporre la maggioranza, cosa dobbiamo aspettarci per il futuro di Altavilla?

Erika Tibaldo e Sara Magaraggia
Associazione civica Vince Altavilla

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