Consiglio comunale del 18 dicembre 2019 – Il punto di vista

Il Consiglio Comunale è l’istituzione principale della vita amministrativa del paese, e come tale dev’essere luogo di espressione e rappresentanza dei cittadini, ed è giusto che abbia il meritato rispetto.

Per questo motivo spiace assistere a sedute come quella dello scorso 18 dicembre in cui qualcuno utilizza lo scranno consiliare come ribalta, con interventi che sembrano finalizzati a rafforzare la sola immagine personale. La minoranza ha un suo ruolo preciso, che è quello di vigilare e garantire il pluralismo, ma se si impegna anche con spirito propositivo a presentare mozioni o proposte, o anche semplici interrogazioni, ciò non è affatto un male, anzi è espressione di impegno responsabile nell’attività consiliare.

Eppure questo non sembra così scontato per alcuni consiglieri del gruppo misto: mentre da un lato il Sindaco, in assoluto rispetto del consesso, ha mantenuto anche nella replica un profilo pacato e istituzionale, dall’altro il Vicesindaco, prevaricando in qualche occasione anche il Sindaco, è più volte intervenuto mettendo in scena uno show da politicante navigato, spaziando da vecchi rancori per le vicende Multavilla (che ormai risalgono a 10 anni fa), ad aperte bordate politiche verso consiglieri di opposizione, ad inquisizioni nei confronti di una mozione in particolare delle minoranze (che poneva l’attenzione sulla gestione delle strutture che ospitano bambini, anziani e disabili), indubbiamente posta male e con poco tatto e che poi gli stessi consiglieri di minoranza hanno ritirato, ma pretestuosamente usata dal Vicesindaco per conquistare il suo momento di visibilità personale.

Sorvolando su quale incomprensibile motivo sia alla base di questo bisogno di cercare continuamente lo scontro con l’opposizione da parte di chi siede sia in giunta che in maggioranza (come capogruppo del secessionista gruppo misto), vorrei sottolineare come questo atteggiamento faccia male alla solennità delle istituzioni e a ciò che rappresentano, al ruolo del sindaco, che deve coordinare gli interventi dei componenti dell’assemblea e non venirne sopraffatto, e fa male alla democrazia, che prevede nel ruolo dell’opposizione un importante ed irrinunciabile elemento di pluralismo e di garanzia.

Fa male, infine, anche a quei consiglieri di maggioranza che invece si sforzano di mantenere un contegno istituzionale e di fare interventi costruttivi e non propagandistici; ricordo anche che nella seduta di insediamento qualcuno si era impegnato a vigilare per scongiurare un uso personalistico delle istituzioni, e certe bagarre da campagna elettorale fatte in quella sede per vantaggi personali di immagine ne costituiscono un caso, per il quale è legittimo auspicare qualche presa di distanze concreta.

Gianluca Sapia

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