Consiglio comunale del 25 maggio 2020 – Quello che i giornali non dicono

Consiglio comunale del 25 maggio 2020 – Quello che i giornali non dicono

Cronaca commentata di un consiglio comunale

Quali sono i passaggi salienti, i fatti principali di un consiglio cominciato alle 19.00 e finito quasi 6 ore dopo? Ripercorriamo i punti dell’ordine del giorno più significativi:

Punto 2 – le comunicazioni: il Sindaco annuncia che l’Assessore Cora Pellizzari ha deciso di uscire dal gruppo Lista Catagini Dalla Pozza Sindaco e confluire quindi nel gruppo misto. Legge la lettera dell’Assessore che motiva la decisione a causa del clima interno alla ­maggioranza.

Punti 3, 4 e punto 8 – Variazioni delle dotazioni di Cassa, Ratifica delle determinazioni della Giunta sulle variazioni al bilancio e Variazione alle Previsioni di Bilancio: il comune ha ricevuto circa 13.000 € di donazioni legate all’emergenza Covid-19 per il sostegno delle famiglie. Le domande pervenute al Comune fanno riferimento a 300 famiglie in difficoltà, in totale sono state già erogati 10.000€ e gli uffici sono impegnati nel monitorare il prossimo futuro di queste famiglie: alcuni stanno aspettando la cassa integrazione in deroga, o per altri motivi, hanno davanti ancora dei mesi di difficoltà economica.

Si rileva poi l’entità delle uscite per far fronte all’emergenza Covid-19 (complessivi 20.000€ per materiali, beni e servizi). Su questo punto la minoranza fa un un’osservazione che sarà ricorrente: durante l’emergenza hanno mandato due comunicazioni al Sindaco sul tema, comunicazioni che non hanno ricevuto risposta alcuna.

Punto 9 – Approvazione accordo pubblico-privato: Per la prima volta dall’inizio del consiglio comunale, il gruppo Lista Catagini Dalla Pozza Sindaco (Burò, Albera e Righetto) esprime il proprio dissenso per l’operato della maggioranza. Il voto è di astensione, in parte perché non si condividono i contenuti dell’accordo stesso, in parte perché l’accordo, approvato il 23 novembre 2019, è stato presentato al gruppo di maggioranza in data 20 maggio, discusso il 21 maggio e portato in consiglio il 25 maggio. Un atteggiamento che, si rileva, non indica la volontà di fare squadra ma pone gli stessi membri della maggioranza di fronte al fatto compiuto, senza dare il tempo di elaborare proposte e valutazioni sullo stesso.

Analogamente, così come per i punti successivi, la minoranza rileva di aver ricevuto i documenti fra giovedì 21 e venerdì 22 maggio, in preparazione al consiglio di lunedì 25 maggio.

Punto 12 diventato in sede di consiglio il punto 13 – Approvazione del Piano degli Interventi con le osservazioni presentate. Nota di contesto: sono circa le 22, da un’ora l’aria condizionata va e viene, nessuno dei consiglieri ha mangiato, alcuni hanno recuperato delle bottiglie d’acqua. Viene da chiedersi se fosse necessario proseguire con un punto così complesso o se non fosse stato più opportuno aggiornare la seduta al giorno successivo.

Sono tre le cose degne di nota che accadono durante la discussione:

  1. Il dissenso del gruppo interno alla maggioranza si fa più manifesto con voti di astensione sulle osservazioni che prevedono aumenti di superficie o cubatura;
  2. La minoranza aveva presentato delle osservazioni al Piano degli Interventi, le numero 16 e 17, rigettate in quanto non ammissibili secondo una sentenza della corte. La motivazione è che in quanto componenti del consiglio comunale, la fase di osservazione è implicita alla discussione e può essere espletata in fase di consiglio attraverso la proposta di emendamenti. Dopo la discussione delle 27 osservazioni, la minoranza presenta dunque 7 emendamenti. La situazione crea scompiglio di natura procedurale: è un’assoluta novità per tutti, anche per il segretario comunale. Dopo minuti di titubanza, l’assemblea viene sospesa per 5 minuti. Al rientro, si stabilisce di votare i 7 emendamenti uno alla volta. Nessuno viene approvato.
  3. La dichiarazione di voto del gruppo composto da Silvia Burò, Francesco Albera e Elvio Righetto: Burò, una voce forte e limpida, che fa calare il silenzio sull’uditorio, rileva che l’uscita dal gruppo dell’assessore Pellizzari è quanto mai opportuna per la maggioranza, parla della difficoltà di lavorare all’interno di una maggioranza nella quale i contributi e le osservazioni sono rigettati sulla base di (pre)giudizi personali e dichiara l’espressione di un voto contrario. Pur rinnovando il sostegno a Carlo Dalla Pozza come Sindaco, il gruppo chiede una maggiore collaborazione interna e Burò annuncia le proprie dimissioni da Assessore.

Le singole posizioni possono essere oggetto di discussione, la politica è confronto fra diverse idee di mondo. Ma quello a cui si assiste in queste sedi troppo spesso assomiglia più a un gioco di poteri e interessi, dove i valori non sono neanche nominati e le informazioni vengono utilizzate per (s)bilanciare questi meccanismi.

Occorre ricordare però, che la trasparenza, interna ed esterna al consiglio, è un atto di responsabilità dovuto nei confronti dei cittadini.

Erika Tibaldo
Associazione civica Vince Altavilla

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